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Strategia · 2 min di lettura

Recensioni Google per aziende del Nordest: perché contano più della pubblicità

Prima di scrivere a un'azienda — un artigiano, un negozio, uno studio professionale — quasi tutti fanno la stessa cosa: aprono Google e guardano le recensioni. Vale a Treviso come a Padova o Vicenza, e vale più di qualsiasi campagna pubblicitaria: una recensione la scrive un cliente vero, una pubblicità la paghi tu.

Perché le recensioni pesano più della pubblicità

Un annuncio dice quello che un'azienda vuole far credere di sé. Una recensione dice quello che un cliente ha vissuto davvero. Chi decide tra due fornitori simili, a parità di prezzo, sceglie quasi sempre quello con più recensioni recenti e più stelle — non quello con la campagna più curata.

L'errore più comune: chiederle nel momento sbagliato

Molte aziende chiedono una recensione mesi dopo il lavoro, quando il cliente non se lo ricorda più, oppure la chiedono a tutti indistintamente, comprese le situazioni andate male. Il momento giusto è subito dopo che il cliente ha visto il risultato ed è soddisfatto — non prima, non troppo dopo.

Cosa fare con una recensione negativa

Rispondere con calma, senza difendersi in pubblico, riconoscendo il problema se c'è stato davvero. Una risposta seria a una recensione negativa spesso convince più di dieci recensioni positive: dimostra come l'azienda si comporta quando qualcosa va storto, ed è esattamente quello che un cliente vuole sapere prima di fidarsi.

Quello che non va mai fatto

Comprare recensioni false o farle scrivere da dipendenti e parenti è il modo più veloce per bruciare la fiducia che si sta cercando di costruire: Google le riconosce sempre più spesso, e un cliente attento le riconosce anche prima di Google.

Se la tua azienda lavora con clienti di Treviso, Padova o Vicenza, il modo più economico per farti scegliere non è un annuncio in più: è chiedere, con il momento giusto e le parole giuste, a chi è già rimasto soddisfatto di scriverlo.

Parliamo del tuo progetto.

Portaci i numeri dell'azienda, non il brief del sito: è da lì che si capisce cosa conviene fare.