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Strategia · 2 min di lettura

Email marketing per PMI venete: il canale più sottovalutato

Mentre molte PMI del Nordest rincorrono l'ultimo social di moda, l'email resta uno dei canali con il ritorno più alto sull'investimento — e quasi nessuno lo cura davvero.

Perché l'email funziona ancora, anni dopo i social

A differenza di un post sui social, un'email arriva direttamente a chi ha già scelto di darti il suo contatto: non dipende da un algoritmo che decide se mostrarla o meno. Per un'azienda che vende a clienti già acquisiti — un negozio, un'attività B2B, un e-commerce — è spesso il canale più economico per far tornare chi ha già comprato una volta.

L'errore che svuota la lista contatti

Scrivere solo quando c'è una promozione. Chi riceve email solo per "compra ora" smette presto di aprirle. Le email che funzionano meglio alternano contenuto utile — una guida, un consiglio, una novità di prodotto — a proposte commerciali vere e proprie.

Segmentare, anche in modo semplice

Non serve un sistema complesso: separare almeno i clienti già acquisiti dai contatti che non hanno ancora comprato cambia già molto il messaggio giusto da inviare a ciascuno. Un'azienda veneta con duecento contatti ben segmentati ottiene spesso risultati migliori di una con ventimila contatti generici.

Cosa misurare per capire se funziona

Tasso di apertura e clic contano meno di quanto si pensi: quello che conta davvero sono le richieste o le vendite generate da ogni invio. Un'email aperta da poche persone ma che genera tre richieste qualificate vale più di una aperta da mille persone che non portano nulla.

Se la tua azienda ha una lista di contatti che non usa da mesi, prima di aprire un nuovo canale social prova a riattivarla: è quasi sempre il modo più veloce per ottenere un ritorno misurabile con il budget più basso.

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Portaci i numeri dell'azienda, non il brief del sito: è da lì che si capisce cosa conviene fare.